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Papa Francesco ci ricorda che
                                           per S. Vincenzo “la preghiera è es-
                                           senziale. È la bussola di ogni giorno,
                                           è come un manuale di vita, è il “gran-
                                           de libro del predicatore”,…è fermarsi
                                           davanti a Dio per stare con Lui, dedi-
                                           carsi semplicemente a Lui. È questa
                                           la preghiera più pura, quella che fa
                                           spazio al Signore e alla sua lode, e a
                                           nient’altro: l’adorazione … Ecco l’a-
                                           dorazione: mettersi davanti al Signo-
                                           re, con rispetto, con calma e nel si-
                                           lenzio, dando a Lui il primo posto,
                                           abbandonandosi  fiduciosi. Per poi
                                           chiedergli che il suo Spirito venga a
                                           noi e lasciare che le nostre cose va-
                                           dano a Lui … Chi adora, chi frequen-
                                           ta  la  sorgente  viva  dell’amore  non
                                           può che rimanerne, per così dire,
                                           ‘contaminato’”.

                                               Come vincenziani, ci sentiamo
                                           chiamati all’azione: all’evangelizza-
                                           zione e al servizio dei poveri. San
                                           Vincenzo è l’uomo del concreto, del
                                          pratico, è diffidente verso tutto ciò che
                                         rimane a livello puramente mentale e di
                                      sentimento. Ci ricorda che dobbiamo dar-
          ci da fare “con il sudore della fronte e la fatica delle braccia” e cita il detto:
          “Tutto il nostro impegno consiste nel passare all’azione” (SVit X, 32-33).
          Ma il nostro sarebbe un battere l’aria se ad operare in noi non fosse lo Spi-
          rito di Dio: “È necessario che Gesù Cristo stesso agisca con noi, e noi con
          lui; che noi operiamo in lui e lui in noi; che parliamo come lui e nel suo spi-
          rito...” (SVit X, 275-276).

             Da noi stessi non siamo niente e non possiamo niente. È la conforma-
          zione a Gesù Cristo che dà consistenza e fa raggiungere risultati impen-
          sabili. San Vincenzo ci assicura: “Se non possiamo nulla da soli, possia-
          mo tutto con Dio. Sì,… perché abbiamo in noi il germe dell’onnipotenza di
          Gesù Cristo” (SVit 10, 178). §

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