Page 5 - Annali
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piamo bene che sono neces-
          sari libri e registri, perché già   servire i poveri,
          San Vincenzo li prevedeva,
          quindi dopo un po’ di umani    soccorrere i sofferenti
          brontolii, mettiamoci all’ope-
          ra,  non  perché  qualcuno  ci
          sprona e ci chiede di fare un      “spiritualmente e
          rendiconto, ma perché com-
          prendiamo che il render con-        corporalmente”
          to ci onora nel nostro impegno
          di laici vincenziani. Infine nelle no-
          stre assemblee non dimentichiamo le parole di San Vincenzo: “Procure-
          ranno di conservare fra di loro gran unione e carità”, e cerchiamo sempre
          di far in modo che chiunque ci osservi, nelle nostre assemblee e nei no-
          stri servizi, non veda solo le nostre opere ma la forza dell’amore fraterno.
             Uno scrittore, José Saramago, scrive “Bisogna vedere quel che non
          si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel
          che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte”.
             La primavera annuncia l’estate, ma noi già conosciamo l’estate e
          possiamo prepararci, la vita terrena ci prepara ad un’altra vita e noi per
          essa operiamo fin da ora. Nella notte abbiamo sognato nuove opere e
          nuovi aiuti, quando viene il giorno costruiamo, impegniamoci, agiamo.
          Non esitiamo ad andare avanti per vedere quel che non si è ancora visto,
          ma non dimentichiamo il passato perché è spesso necessario vedere di
          nuovo quel che si è già visto.
             Se Tolstoj ha ragione “la primavera è il momento dei piani e dei proget-
          ti”, quindi guardiamo con fiducia all’estate del nostro raccolto. In questo
          numero troverete tanti stimoli per costruire, tanti esempi e tante propo-
          ste, potete scegliere, potete imitare, potete proporre. Se leggiamo quan-
          to troviamo in questa rivista sui poveri nell’età di Vincenzo, valutiamo me-
          glio tante frasi e tante durezze di oggi; se vediamo i lavori della Biennale
          della Prossimità comprendiamo quanto ancora c’è da fare ……….

             Non troviamoci alibi (come l’età: non è sempre stato giovane Vincen-
          zo; oppure le distanze: Santa Luisa a quei tempi e con quei mezzi per-
          correva leghe e leghe), facciamo della nostra primavera il momento bello
          in cui godiamo della fioritura di tante idee e pregustiamo la gioia di tan-
          ti frutti. §


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