Page 4 - annali_della_carita
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tarmi ma anche di supportarmi. Credo nel noi, nel progettare insieme,
          nell’agire insieme, nel valutare insieme, solo così potremo andare avan-
          ti misurando e unendo le nostre forze, solo così potremo correggerci fra-
          ternamente e migliorarci senza irrigidimenti e senza inutili chiacchiere.
          Occorre ricordare che “sopportarsi vuol dire […] farsi tutto a tutti. Com-
          patire le pene altrui” . Se riusciremo insieme in questo supereremo tan-
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          ti ostacoli e riusciremo almeno in parte nel servizio comune della carità.
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         Rendiamo insieme                         servizio. “E non siamo chia-
                                                  mati a servire ogni tanto, ma
                                                  a vivere servendo. Il servizio
          feconda la carità.                      è allora uno stile di vita” che

                                                 comporta “essere aperti e di-
                                               sponibili, amare concretamente
          il prossimo, adoperarsi con slancio per il bene comune”. Papa France-
          sco ci mette in guardia da una “carità del tempo libero”, una carità tiepi-
          da che non è servizio ma anche dalla seconda tentazione, quella di esse-
          re “troppo attivi”.  Insieme valuteremo, quindi, le vie da scegliere, senza
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          trascurare nulla del possibile e senza pretendere di fare tutto, insieme noi
          troveremo la giusta misura per “far bene il bene”.
             Ci consulteremo spesso tra noi, il più spesso possibile, perché ogni
          decisione importante sia condivisa, perché le buone pratiche che tan-
          ti gruppi attuano siano note agli altri e imitabili. Cercheremo di agire con
          carità: “Non basta avere la carità nel cuore e nelle parole: deve passare
          nelle opere, ed allora è perfetta e diventa feconda” . Rendiamo insieme
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          feconda la carità. Mi sembra già di sentire un lamento: già abbiamo tan-
          te carte da leggere, tante relazioni da scrivere, consultarci sulle questioni
          non sarà un altro peso? San Vincenzo ha stabilito che ogni gruppo tenga
          il suo registro con ciò che riceve e ciò che spende e che di ogni azione a
          fine mandato si debba render conto ai superiori, ai fratelli, alla comunità.

             È umano il lamentarsi e già il Cardinal Martini ebbe modo di vedere
          che, quanto più erano disponibili documenti e quanto meglio si stendeva-
          no i rapporti, tanto più cresceva una sorta di ripugnanza a servirsi di tut-
          te queste opportunità.


          3  Ibidem, p. 234.
          4  Papa Francesco, Omelia, 2 ottobre 2016.
          5  San Vincenzo, Perfezione evangelica, p.232.

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